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Finalità pedagogiche e scelte educative
Il bambino che frequenta la Scuola dell’Infanzia entra con la sua vita, le sue potenzialità, la sua storia.

“…chi siamo noi, chi è ciascuno di noi se non una combinatoria d’esperienze, d’informazioni, di letture, d’immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili.”
(I. Calvino “Lezioni americane”)

La scuola materna Marchi predispone un piano formativo al fine di realizzare un percorso scolastico dei bambini e delle bambine che favorisca uno sviluppo armonico della loro personalità nel rispetto dei tempi tempi di crescita e con la condivisione, da parte delle famiglie, dei principi educativi.
I valori sui quali la scuola dell’Infanzia Marchi si ispira si rifanno ad un’idea di scuola aperta, democratica, basata sull’ascolto e l’osservazione attenta dei bambini, delle loro potenzialità, dei loro diritti.
Si basa sul valore dell’Ascolto come capacità di cogliere le potenzialità, di sostenerle, di aiutarle ad esprimersi.
L'ispirazione di fondo della nostra scuola tra origine e fondamento dal Vangelo e dalle Fonti del Magistero della Chiesa. I Principi guida sono:

la centralità della persona e quindi del bambino nell'atto educativo
l'educazione alla libertà come autonomia di pensiero e progetto di vita
la ricerca della relazione con l'altro come atteggiamento di fondo della esperienza umana

Le scelte educative sono in armonia con i principi della Costituzione e seguono le indicazioni degli Orientamenti del 1991 per la scuola materna statale che la vedono come:
luogo della prima alfabetizzazione culturale
luogo di relazioni umane
luogo e spazio per la formazione del bambino
luogo di corresponsabità educativa con la famiglia a cui rimane comunque primariamente la cura e l'educazione dei figli.

All'inizio di ogni anno scolastico viene elaborato dalle insegnanti insieme alla coordinatrice pedagogica una progettazione educativo e didattica specifica in base ai bisogni, ai ritmi di sviluppo, alle potenzialità e alle modalità di apprendimento che si osservano ed ascoltano nei bambini inseriti.
“Lavorare con i bambini vuol dire avere a che fare con poche certezze e molte incertezze, ciò che salva è il cercare, il non perdere il linguaggio della meraviglia che perdura negli occhi e nella mente dei bambini.
Occorre avere il coraggio di produrre ostinatamente progetti e scelte.
Questo compete alla scuola ed all'educazione.
Ciò che a noi compete è aiutare i bambini a comunicare con il mondo con tutte le potenzialità, le forze, i linguaggi di cui sono dotati...
E permettere ai bambini di capire
come il loro giocare, vedere, sentire,
fare , pensare, li conduce alla conoscenza e come la conoscenza produce altra conoscenza.”
Malaguzzi)